MIGRAZIONI IL GIORNO DI DOLORE CHE UNO HA
Dic 01

Piegato a metà, con la testa poggiata sul piano di lavoro, penso.

Forse ha ragione Camilla, qua ci vuole House.

Penso e sorrido. Arriva un altra fitta inattesa ed improvvisa.

Tipo i ceffoni del bullo dal banco dietro.

Inattesi ed improvvisi

Sembra una scena da film e mi dispiace non vederla dal di fuori.

Uno con una felpa giallo limone, la fronte poggiata su una macchina che emette un rumore sordo e continuo.

Tutt’intorno la frenesia targata F/W 10/11.

Meglio della pubblicità del mulino bianco.

Penso.

Penso e mi chiedo che cazzo ho.

Ho visto un cardiologo, un reumatologo e sentito un osteopata.

Tutti sanno che cosa non è.

Non è il cuore, ne’ la sindrome di Tietze, e nemmeno un problema posturale con ripercussioni intercostali.

Penso mentre la macchina continua a far rumore ed io provo a tirarmi su.

Prima che mi vedano.

E’ tardi.

Arrivano bicchieri come se l’acqua fosse panacea.

Mi fanno sedere.

No, grazie. Niente ospedale. Già fatto. 3 volte.

Seppellire il dolore sotto una palata di voltaren e andare a casa.

C’è un omino piccolo piccolo che mi aspetta.

E mi pretende sano.

Non lo deludo, non lui.

2 Responses to “PRESUNTI ACCENNI CHE FAN PIOVERE”

  1. la meringa Says:

    Sei ancora vivo? Dammi un segno.

  2. Kentoo Says:

    heh, cazzarola, non ti ho piu’ chiesto se poi avevi scoperto quella rarissima ed esotica malattia.

    Si trattera’ mica di “temperamatite”? (cit.)

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vecchie cazzate