Lug 17

Quello del mese scorso faceva ridere di più.

C’erano ben sei visite da gente che cercava “Merda Fritta”.

La conclusione è che chi arriva qui attraverso i motori di ricerca ha sbagliato strada.

Nov 04

Nero catrame. Nero che lento scivola e copre. Nero che toglie fame e sonno.

Spostare le aspettative verso l’origine degli assi. Servirà a chiudere in attivo il bilancio della soddisfazione.

A dirla tutta un motivo non c’è.

A dirla tutta l’abbacinante chiarore di mille soli ti aspetta a casa.

Passa. Passerà. Tutto passa.

Tutto passa tranne te.

Per questo fai male.

VOLA LEGGERO SU DI UN FOGLIO LEGGERO

LA PAURA APPESANTISCE LA MENTE. (Cristina Donà)

Lug 17

Conta quello che non sei

Conta solo quello che non fai.

Il resto è merda fritta.

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.

“… rivuoi la scelta, rivuoi il controllo.

rivoglio le mie ali nere, il mio mantello…”

(Afterhours, “Quello Che Non c’è”)
Giu 27

“Ho detto tante volte, e l’ho ribadito anche a loro, che il fattore ottimismo è fondamentale per uscire dalla crisi:La gente deve tornare agli stili di vita precedente e deve rialzare i consumi. Anche perché la gente non ha motivi per diminuire i consumi” Dice il minuscolo silvio

Alla fine della fiera la colpa è mia.

Ecco. Devo tornare ad uscire tutte le sere. Devo tornare al cinema una volta settimana ed farmi almeno 10 concerti l’anno. 100 € di dischi ed almeno un libro al mese.

Sarà fatto, ma vorrei chiederti due cosine. Sai, tarpano le ali al mio ottimismo; non è che potresti dire all’ enel gas che 580 € di conguaglio non posso pagarli; All’assicuratore digli che luglio è un mese un po’ così, i 444 € che gli devo glie li do con calma più in là. Anche perchè le bollette continuano ad arrivare senza ritegno e a casa mangiano tutti quotidianamente.

Grazie Silvietto, e se puoi ci sarebbe il conticino della carta di credito… rientra il 29/6.

Anche se non puoi non preoccuparti, io resto ottimista: prima o poi morirai anche tu.

Die, die, die my darling
Just shut your pretty eyes
I’ll be seeing you again
Yeah, I’ll be seeing you, in hell

(MISFITS)

Giu 08

 

Credo che qualcosa nella testa mi si sia incriccato.

Neanche prima funzionava granché, ok, ma ora qualcosa è cambiato.

Mi spavento con facilità. Mai successo prima.

Mi commuovo di frequente. Idem come sopra.

E c’è st’ ansia che mi spacca in due metà.

 

STATI DI AGITAZIONE TRA LE IDEE E SULLA PELLE

TRA LE IDEE E SULLA PELLE

DEVO TENERMI SU DEVO ESSERE PRESENTE

( C.C.C.P.)

Apr 27

Have you ever seen a one-legged man trying to dance his way free

If you’ve ever seen a one-legged man then you’ve seen me

(B. Springsteen)

 

 

Ti ho visto da lontano. Il tuo timore era dentro ogni singolo passo.

Il mio celato in un tremito lieve.

Il mare al mattino negli occhi. La faccia gonfia di vita sbagliata.

Lo stesso azzurro. Un nuovo gonfiore

“Grazie.”

La vita ci è passata addosso e la peggio (purtroppo) l’hai avuta tu.

“Mi sei mancato.”

Abbiamo sorriso, come cani che si annusano il culo.

M’hai abbracciato.

È madreperla quella che ti vela gli occhi?

È madreperla quella che vela i miei?

No

Solo lacrime tenute dentro a forza.

Banalmente lacrime tenute a forza.

 

 

Apr 08

Alessandro Martelli insegna “costruzioni in zona sismica” all’università di Ferrara, dirige la sezione “prevenzione rischi naturali” all’Enea ed è presidente dell’Associazione nazionale di ingegneria sismica. Sostiene che in Giappone un sisma della stessa intensità provoca al massimo 50 morti.

Io mi chiamo Marco, insegno a dire “papà” ad un bambino di sei mesi presso casa mia. Conduco un furgone e sono stato rappresentante d’istituto al liceo. Sostengo che è un paragone di merda.

Hai mai visto Tokyo? E (così, tanto per fare un esempio) Loreto Aprutino l’hai mai visto? Bene. Fallo mo il tuo cazzo di paragone.

Qua bisogna scavare, nutrire, confortare, scaldare. Non canticchiare alla gente  ”Ciao Mario,la tua casa è caduta perchè era di merda, te l’avevo detto, pappappero!”

Sono d’accordo se parliamo di strutture sanitarie. Un ospedale non deve crollare. Mai. Non puoi ospitarlo in un edificio dall’alto valore storico. Che le case costruite dai ‘50 in poi siano polvere è una vergogna anche per me. ok. Ma L’Aquila l’hai mai vista?

Le ristrutturazioni vanno incentivate, sono d’accordo. La messa a norma idem.

Ma bisogna anche rendersi conto che dalle mia parti si parla di città e paesi in cui le case sono vecchie di secoli e non sono fatte di legno.  

Trovate un sistema per sistemare queste che ci sono. E qualora vi venisse in mente vi anticipo. Farle cascare e costruirle antisismiche è una minchiata.

Lug 24

-Ieri sera, locale climatizzato, musica loffia. Non la vedevo da 4 anni e ne conservavo un ricordo vago. Avrà perso 20 chili buoni. Mi si avvicina e la riconosco

V: < Ciao!!!!!!!! >
io: < Ciao! Ed il resto dov'è? l'hai lasciato a casa? >
V: < Ti ricordavo più simpatico. >
io: < Ricordavi male. >

Tornando a casa mi sento un idiota. E ricordo tutte le volte in cui ho rovinato qualcosa solo con tre parole. Mi spavento, sono centinaia (e sono autoindulgente). Poco prima che arrivi a destinazione, un episodio si fa largo a spallate. “Ricordati di me” mi urla ” e vergognati!”

-Altra scena, altra protagonista:

Tre anni fa (circa, sono una frana con la collocazione temporale degli avvenimenti). La luna si specchiava su un mare piatto come Kate Moss. Noi due seduti. Tutto era perfetto. Il vino accarezzava il cibo. E c’eri tu. Sì, era tutto perfetto.
Eri gelosa come poche del passato. Forse perchè non ti ho mai detto che mi bastavi. In senso assoluto.

Tu, (parlando di una vecchia storia): < ... Non so come facevi a sopportarla! Parla di continuo, e solo di cagate poi!! >
Io: < Davvero?!? mai accorto. Parlavamo poco. Aveva sonno, dopo. >
Tu, che sei migliore di me, mi hai guardato e hai detto: < E' la cosa più di cattivo gusto che mi sia mai stata detta.>
Fine. E’ sceso il gelo e dopo poco siamo tornati a casa.

Quindi quest’ esperienza m’insegna che l’esperienza non insegna nulla.

Lug 21

F: < Ciao, come mai da questa parti? >
io: < Oh! Ciao, (n.d.r.:sorriso beige, ma sincero.) come stai? Niente, sono a zonzo con amici. >
F: < Bene grazie. Anch'io con degli amici. (n.d.r.: sorriso da Minnie. Dio quanto adoro il rimmel... ...)
F: < E' da un po' che mi ronza nel cervello, posso farti una domanda? >
io: < Si, ma non offro garanzie sulla risposta. >
F: < in che senso? >
io: < Nel senso che la risposta potrebbe non essere quella che ti aspetti o, addirittura, potrebbe non arrivare >
F: < Mamma mia quanto sei complicato>
io: < ... ... ... >
F: < io vado allora. Di che musica sei? >
io: < ... ... ... ... ... ... ... ... ... ti va una birra? >

Al bancone ho incontrato Luigi e mi sono eclissato, dopo un po’ è andata via.

Sei tu o un ultracorpo ha preso le tue sembianze?
Mi sta più o meno bene tutto, ok, ma se devi tentare un approccio fammi una domanda semplice. Parliamo delle mezze stagioni, delle tue vacanze in Sardegna, del caldo bestia, dei panda che non vogliono saperne di trombare, di qualunque cosa. Davvero, di tutto. Chiedimi cio’ che vuoi ma resta in un ambito easy. Che vuol dire di che musica sei? E’ una roba tipo segno zodiacale? Beh, allora sono post-rock, ascendente new wave. Ma ti rendi conto che non vuol dire niente? O forse vuoi sapere cosa ascolto? Ok, ok scusami, non avevo capito. Ce l’hai 97 ore da dedicarmi?

Uff! Gli pseudoalternativintellettualoidi sono ovunque e sono l’avanguardia di un invasione aliena, ne sono certo. Sono qui per destabilizzarvi con le loro domande e rendervi fragili. Fate attenzione.

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vecchie cazzate