Mar 23

 

Le nigeriane sulla bonifica hanno di nuovo acceso i fuochi. È tornato il freddo.

Una Matiz rossa accosta tra due gruppi. I capelli candidi tirati indietro, un dolcevita bianco sotto una giacca grigia. Si guarda attorno (banco macelleria). Lucide braccia nere salutano, labbra rosse color sangue versato e rappreso schioccano baci (marketing).

Un tipo in tuta blu su un muletto verde scarica bancali vicino ad uno dei gruppi. Ignora i ringraziamenti, apre il cancello automatico e scompare dietro l’angolo della sua azienda. 

Lei ha sempre lo stesso golf color smeraldo. Appena dopo l’uscita della superstrada. C’è sempre. Dalle nove del mattino alle cinque di sera, sotto un ombrello nero se piove o il se il sole batte troppo forte. Oggi davanti al fuoco che arde in un bidone di vernice Riplam. Non guarda verso la strada. Mai. Saluta come tutte quando passano le macchine. Alzare lo sguardo no. Mai.

Gentile signore con la matiz rossa dimmi che l’ha scelto. Dimmi che è libera di farlo. Dimmi che un essere umano sceglie di partire da casa sua per farsi sbattere dai vecchi nelle zone industriali. E già che ci sei dimmi che non l’hanno spinta la fame, la sete, la guerra o la disperazione, idiota.

Spero sia la tua ultima scopata. O il tuo ultimo tentativo. 

Giu 28


Tanto per la cronaca, pare che Sgrunz sia morto assiderato alla prima glaciazione. Gfar, l’amico di tutta una vita, si prese cura della famiglia del defunto, ospitandola nella sua calda caverna. Che ben presto si riempì di graffiti, visto che i 28 figli di Sgrunz inventarono una roba per tracciare linee sui muri. Pensarono di chiamarla “affare per scrivere” in attesa che a qualcuno venisse in mente un nome migliore. La cosa creava un fastidioso turbinio delle gonadi di Gfar che, però, non ebbe mai un gesto di stizza nei loro confronti.

Questo post per rendere giustizia alla memoria di Gfar, padre di tutti i pragmatici.
Grazie Gfar per il gas e la luce elettrica. Grazie per tutto ciò che rende più semplice la vita.
Grazie perchè per merito tuo i geni di Sgrunz vivono ancora oggi.

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vecchie cazzate