Ci sono cose che ti cambiano la vita. Momenti che fanno di te un uomo diverso e non necessariamente migliore. Sto per dirlo, pronti? Io ho gli stessi occhiali di Toto Cutugno. Che brutta fine!
L’ho incontrato da T’N'T ieri sera. Lavora lì.
Quando ero bimbo abitava nella mia stessa contrada. Carnagione olivastra ed occhi a mandorla ne facevano una sorta di Attila dei poveri.
Allora era temuto e rispettato.
Aveva un’abilità peculiare, tipo un XMAN ma moooolto più fico. Non banalità quali la rigenerazione organica. No, qualcosa di molto più spaventoso. Aveva la testa più dura del mondo. Era in grado di spegnere le luci dei lampioni solo con una testata ben assestata. Prendeva il palo tra le mani e si tirava con violenza verso questo, urtandolo con la parte centrale della fronte. Il Lampione tremava per parecchi secondi e la luce si spegneva. Sempre. E così di seguito per un tratto di strada di circa 700 mt. Lo guardavamo basiti. I più audaci provavano, tanto per sminuire il gesto. I poveretti rimadiavano solo terribili mal di testa e un bernoccolo di dimensioni bibliche.
Ora fa il corriere espresso. Ieri era di fronte al distributore automatico del caffe. Ho sperato che gli sferrasse una delle sue temibili cocciate, tipo Fonzie col jukebox. Fallo! Dimostrami che non si sono ancora presi tutto! E invece no. Ha banalmente inserito la chiavetta e poi ha pigiato un tasto.
Deluso, sono andato via. Senza salutare.