(POISON)

Ferie finite. Nessun bilancio da stilare. La vita cambia ed accettarlo fa campare più a lungo.

Le cartine rizla argento dal tabaccaio sono finite e mi ha dato le bianche. Del cartone ondulato non hanno solo la consistenza ma anche il sapore. Perchè ora le sigarette le rollo. Ne fumo un terzo e risparmio. Che smettere costa meno l’ho intuito da solo. Se bellamente privo il sistema Italia anche di queste 9,60 € al mese il minuscolo (berlusconi) mi sgrida. Una volta ho provato; a smettere, dico.  ”Marta” dei Diaframma c’entra qualcosa. Poi ho ripreso e continua ad entrarci Marta.

Alla festa medievale la chiromante l’ho vista anch’io e sto finendo di leggere PD. ”Kafka sulla spiaggia” finisce a precipizio (difetto) però mi è piaciuto molto.

A proposito, se fossi iscritto al pd voterei Bersani. E non dovrei, visto che sono “in direzione ostinata e contraria”, ma tant’è.

Ieri le onde erano alte e c’era un ciccione che surfava un materassino semisgonfio col la riga del culo fuori. Io purtroppo non l’ho visto; non essendo in grado di allontanarmi dal mio corpo certi spettacoli me li perdo.

Il telefono è andato. Un morso ben assestato ha distrutto il display.

Qualcuno festeggia il sei. Il vostro governo lo festeggia tre volte la settimana. Si chiama furto ai vostri danni, ma pare che non ve ne importi una sega e allora sto zitto.

Oggi lavoro e un po’ ’sto stress mi mancava


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GLI EFFETTI DELLA LEGGE ALFANO QUI, IL SITO DELLA PROTESTA DI QUA

“Ho detto tante volte, e l’ho ribadito anche a loro, che il fattore ottimismo è fondamentale per uscire dalla crisi:La gente deve tornare agli stili di vita precedente e deve rialzare i consumi. Anche perché la gente non ha motivi per diminuire i consumi” Dice il minuscolo silvio

Alla fine della fiera la colpa è mia.

Ecco. Devo tornare ad uscire tutte le sere. Devo tornare al cinema una volta settimana ed farmi almeno 10 concerti l’anno. 100 € di dischi ed almeno un libro al mese.

Sarà fatto, ma vorrei chiederti due cosine. Sai, tarpano le ali al mio ottimismo; non è che potresti dire all’ enel gas che 580 € di conguaglio non posso pagarli; All’assicuratore digli che luglio è un mese un po’ così, i 444 € che gli devo glie li do con calma più in là. Anche perchè le bollette continuano ad arrivare senza ritegno e a casa mangiano tutti quotidianamente.

Grazie Silvietto, e se puoi ci sarebbe il conticino della carta di credito… rientra il 29/6.

Anche se non puoi non preoccuparti, io resto ottimista: prima o poi morirai anche tu.

Die, die, die my darling
Just shut your pretty eyes
I’ll be seeing you again
Yeah, I’ll be seeing you, in hell

(MISFITS)

 

Credo che qualcosa nella testa mi si sia incriccato.

Neanche prima funzionava granché, ok, ma ora qualcosa è cambiato.

Mi spavento con facilità. Mai successo prima.

Mi commuovo di frequente. Idem come sopra.

E c’è st’ ansia che mi spacca in due metà.

 

STATI DI AGITAZIONE TRA LE IDEE E SULLA PELLE

TRA LE IDEE E SULLA PELLE

DEVO TENERMI SU DEVO ESSERE PRESENTE

( C.C.C.P.)

  • Se fossi ricco girerei solo in hawaianas tarocche. E brache corte.
  • Se fossi ricco farei 100mila chilometri l’anno con la moto. E a sto punto le scarpe me le metto.
  • Se fossi ricco comprerei un bulldozer e spianerei le rotonde. Ed un paio di centri commerciali, già che ci sto.
  • Se fossi ricco avrei una bici strafica per muovermi in città. Senza le scarpe.
  • Se fossi ricco comprerei tutti i terreni edificabili per non edificarci. 
  • Se fossi ricco andrei per mare. In Kayak.
  • Se fossi ricco avrei un garage di dischi. E un piatto nuovo.
  • Se fossi ricco avrei un garage tanto grande che ci starebbero anche i libri. Solo quelli belli. Le ciofeche no.
  • Se fossi ricco ci vivrei, lì in quel garage.
  • Se fossi ricco farei ricche e felici un sacco di persone. A me i poveri e i tristi rovinano la digestione.
  • Se fossi ricco diventerei povero in un lampo. 

Have you ever seen a one-legged man trying to dance his way free

If you’ve ever seen a one-legged man then you’ve seen me

(B. Springsteen)

 

 

Ti ho visto da lontano. Il tuo timore era dentro ogni singolo passo.

Il mio celato in un tremito lieve.

Il mare al mattino negli occhi. La faccia gonfia di vita sbagliata.

Lo stesso azzurro. Un nuovo gonfiore

“Grazie.”

La vita ci è passata addosso e la peggio (purtroppo) l’hai avuta tu.

“Mi sei mancato.”

Abbiamo sorriso, come cani che si annusano il culo.

M’hai abbracciato.

È madreperla quella che ti vela gli occhi?

È madreperla quella che vela i miei?

No

Solo lacrime tenute dentro a forza.

Banalmente lacrime tenute a forza.

 

 

 

Le nigeriane sulla bonifica hanno di nuovo acceso i fuochi. È tornato il freddo.

Una Matiz rossa accosta tra due gruppi. I capelli candidi tirati indietro, un dolcevita bianco sotto una giacca grigia. Si guarda attorno (banco macelleria). Lucide braccia nere salutano, labbra rosse color sangue versato e rappreso schioccano baci (marketing).

Un tipo in tuta blu su un muletto verde scarica bancali vicino ad uno dei gruppi. Ignora i ringraziamenti, apre il cancello automatico e scompare dietro l’angolo della sua azienda. 

Lei ha sempre lo stesso golf color smeraldo. Appena dopo l’uscita della superstrada. C’è sempre. Dalle nove del mattino alle cinque di sera, sotto un ombrello nero se piove o il se il sole batte troppo forte. Oggi davanti al fuoco che arde in un bidone di vernice Riplam. Non guarda verso la strada. Mai. Saluta come tutte quando passano le macchine. Alzare lo sguardo no. Mai.

Gentile signore con la matiz rossa dimmi che l’ha scelto. Dimmi che è libera di farlo. Dimmi che un essere umano sceglie di partire da casa sua per farsi sbattere dai vecchi nelle zone industriali. E già che ci sei dimmi che non l’hanno spinta la fame, la sete, la guerra o la disperazione, idiota.

Spero sia la tua ultima scopata. O il tuo ultimo tentativo. 

Coronarie blu dalla tristezza.

Quella tristezza che ti fa bramare di spaccare in 2 il braccio di qualcuno.

Che hai voglia di dolore sulla pelle.

Che fotteresti chiunque così forte da farle male.*

Da farti male.

Come Ken Shiro, che però non tromba mai.
O forse si.
Solo che non ce lo dicono.
Stampa mafiosa.

note:*(consenziente, di sesso femminile e maggiorenne)

Il divano è rosso pompeiano a due posti. In tessuto, credo. E’ inserito in una nicchia e due bassi tavolini, oberati di soprammobili, lo affiancano. L’insieme occupa quasi interamente la nicchia, lasciando appena 20 cm tra il lato sinistro del divano e l’orrenda parete beige di carta da parati. Occupo il posto di sinistra e Katia è a destra.Un topo uscito da chi sa dove s’arrampica disinvolto, ed il nero lucido del suo manto si staglia netto contro la parete. K lo vede. Urla col terrore negl’occhi mentre il roditore continua sicuro la sua lenta marcia. Afferro oggetti e li lancio con forza ma sembra quasi che la fisica oggi sia in ferie: le bomboniere ed i souvenir si muovono nell’aria con un’estrema, irreale lentezza. Il topo le schiva con facilità.Sposto k al mio posto e mi fiondo verso l’altro tavolino. Strigo in mano un barattolo giallo (uno di quelli che muggisce se lo rovesci). K. continua ad urlare ed ora piange.Sento una strana sensazione, una forma d’angoscia mai provata.Lancio il barattolo, disperato. Il topo è distratto ed il barattolo colpisce una zampa. Il topo la distende per sgranchirla e noto che è molto simile ad un braccio con tanto di mano attaccata in fondo, solo in scala e coperto di lucidi peli neri. Apre è chiude la manina un paio di volte, mi guarda indifferente e va via. K è serena ora, senza alcuna traccia di lacrime. Il divano inizia a ribollire come se fosse vivo. Il rivestimento si strappa e siamo seduti su una massa di topi tutti zanne e pelo nero. Provo con tutte le mie forze, in tutti i modi a tenerli lontani da K. Provo e l’angoscia cresce. Non riesco a scacciarli in alcun modo e non so proteggerla. Chiudo gli occhi, li riapro e sono nel mio letto. Sudato e con la tenda che danza mossa dal vento. Mi alzo e mi faccio la barba.

  1. So ballare il latino. A mia discolpa posso dire che c’entra 1 donna. Anzi 2
  2. Amo Madonna. 
  3. Aspetto un figlio
  4. M’ hanno tamponato in coda ad un semaforo rosso e la macchina è distrutta. Davanti a me c’era l’auto dei fiori al seguito di un funerale … L’ho presa in pieno …
  5. Una volta sono caduto nel pozzetto di un distributore agip sulla statale 106. Camminavo e guardavo indietro e il buco non l’ho visto. Anche qui c’entra 1 donna
  6. Ho 4 magliette dell’inter
  7. La pizza mi piace bianca e la pasta lunga.
  8. Non ho una canzone preferita.
  9. Mi sono operato ad una gamba e porto un merdoso bendaggio pizzicoso
  10. Quello che si vede di me non coincide con quello che sono. Ma ha molta, molta più rilevanza.

Tanto per fare un elenco. 

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